Home | La storia | 1934 - 1949

1934 - 1949

La nascita del volo a vela a Torino

Nel 1933 l’Aero Club d’Italia invitò il dott. Robert Kronfeld a presentare il nascente “volo a vela” in Italia.
Robert Kronfeld, austriaco, israelita, era campione di acrobazia aerea, studioso della tecnica del “volo a vela”, scrittore di testi tecnici riguardanti l’aliante e la meteorologia in funzione del volo senza motore.
Invitato a Torino dall’allora presidente dell’Aero Club Torino, Conte Thaon di Revel, Kronfeld presentò l’aliante in un’applaudita manifestazione aerea sul campo di Mirafiori.

Piero Casana

Piero Casana

 

In quell’occasione Kronfeld conobbe il Barone Piero Casana e lo invitò a partecipare ad una manifestazione aerea che si tenne nei cieli di Vienna presso il castello di Luxembourg alla presenza del Cancelliere Dolfuss. Sulla spinta di questa stimolante esperienza nacque, sempre nel 1933, la sezione “volo a vela” dell’Aero Club Torino, della quale ispiratore e primo direttore fu appunto il Barone Casana.
Nel luglio del 1939 sul campo “Gino Lisa” di Mirafiori fu organizzata la prima Settimana Torinese di “volo a vela”.
Nel dopoguerra anche i volovelisti italiani si riorganizzarono, dando vita nel 1946 alla Federazione Italiana Volo a Vela (F.I.V.V.), nominando il Barone Piero Casana quale primo Presidente, cui succedette poi Vittorio Bonomi.
Nel 1948 fu organizzata, sull’aeroporto dell’Aeritalia, la seconda “settimana volovelistica torinese”, che ebbe particolare successo per la numerosa partecipazione di volovelisti vecchi e nuovi tra cui merita ricordare Mantelli, Vaghi, Galimberti, Lagler e Riccardo Brigliadori (fratello maggiore di quel Leonardo che nel 1985 sarà campione mondiale di classe standard).
Nel 1953, sempre per iniziativa del Barone Piero Casana, venne aperta la scuola di volo a vela. Tale disciplina si affiancò al volo a motore come attività sportiva dì taglio accademico. Infatti la sezione di volo a vela (sull’esempio degli Akaflieg tedeschi e del Centro di Volo a Vela del Politecnico di Milano) rappresentò inizialmente il braccio operativo delle attività progettuali del Politecnico di Torino.
Aliante FK 13Le imprese da ricordare per questa disciplina sono tante, a cominciare da quelle dell’ing. Alberto Morelli, che nel 1957 superò per la prima volta in Italia i 300 Km di distanza, a quelle di Gianni De Marta e Dario Rasero che nel 1963 superarono per primi i 7.000 mt. di quota sul monte Ruitor in val d’Aosta, fino alle individualità sportive di valore tra cui spiccano l’ing. Carlo Della Chiesa, che fu campione italiano assoluto di volo a vela nel 1970 su aliante FK3, e Nino Perotti che, nella classe standard, fu campione Italiano negli anni 1972, 1973, 1979, 1980 e 1981. E come non ricordare Marisa Seren Bernardone che il 30 aprile del 1971 sull'aliante M100-S     marche I-OULX stabilì il primato italiano femminile di guadagno di quota con 5.480 metri?
L’Aero Club Torino organizzerà a partire dal 1962 una competizione di volo a vela denominata “Trofeo Città di Torino” vinta in quell’anno da Leonardo Brigliadori, che diventerà negli anni la classica gara di apertura del volo a vela italiano e che a tutt’oggi continua.

 Lo schieramento di un Trofeo Città di Torino di Volo a vela degli anni SessantaAnni 60. L'aliante Passero I-FOLM in atterraggio a conclusione del Trofeo Città di Torino

Trofeo Città di Torino di Volo a Vela - Albo d'oro

Anno Classe Standard Classe 15 metri Classe libera
1962 L. Brigliadori
1963 F. Broggini
1965 G. Di Modica
1967 N. Perotti
1969 A. Orsi (1) F. Piludu (2)
1971 F. Piludu F. Lamera
1973 A. De Orleans R. Peccolo
1975 N. Perotti F. Lamera
1979 N. Perotti P. Dall'Amico
1983 N. Perotti P. Dall'Amico
1984 A. Beozzi
1985 L. Brigliadori
1986 E. Danesy
1987 N. Perotti
1988 G. Marchisio
1989 N. Perotti
1990 G. Marchisio
1991 C. G. Grinza
1992 R. Passardi
1993 A. Beozzi
1994 G. Marchisio
1996 G. Marchisio
1997 S. Ghiorzo
1998 S. Ghiorzo
1999 S. Ghiorzo
2000 L. Monti
2001 S. Ghiorzo
2002 L. Avanzini G. Marchisio
2003 A. Ferrero G. Galletto L. Frigerio
2004 S. Ghiorzo (3) L. Avanzini
2005 V. Pinni R. Brigliadori
2007 E. Tarchini
2008 C. Costa
2009 L. Cavelli (4) L. De Marchi
2010 A. Sironi (4)
2011 L. De Marchi (4)

 

Note:
(1) cl. senza handicap
(2) cl. con handicap
(3) cl. mista
(4) cl. open

I fratelli Morelli

1959. I fratelli Piero e Alberto Morelli sul campo di Rieti con l'aliante PasseroNella sezione di volo a vela dell’Aero Club di Torino militavano fra gli altri i due fratelli Piero e Alberto Morelli, docenti del Politecnico, piloti e progettisti di alianti e fu proprio l’ing. Piero Morelli, nel 1950, a sostituire il Barone Casana alla direzione della sezione, quando quest’ultimo assunse la vice-presidenza dell’Aero Club con presidente l’Avv. Giovanni Agnelli.
I fratelli Morelli furono fra i maggiori animatori delle costruzioni e del volo a vela agonistico del dopoguerra e per alcuni decenni a seguire, non soltanto in Italia.
Il loro primo aliante fu il CVT-1 “Zigolo” (1954), seguito dall’innovativo CVT-2 “Veltro” (1961) e dal più noto M-100, vincitore del concorso indetto dall’Aero Club d’Italia per un aliante monotipo da addestramento. Seguì l’M-100 S, adeguato ai requisiti della nuova Classe “Standard” emessa nel 1958 dalla Federazione Aeronautica Internazionale.

Anni 60. Piero Morelli nel Centro Studi del Volo a vela del Politecnico di Torino1957-1958. Il prototipo dell'M-100

 

Dell’M-100 furono prodotti oltre 200 esemplari cui ne seguirono 70 della versione biposto M-200. Dal ’64 al 1970 furono realizzati due prototipi dell’avveniristico (per l’epoca) M-300 che, però, ancora di costruzione lignea, dovette scontrarsi con l’esplosione, in Germania, della rivoluzionaria tecnologia della fibra di vetro.
Al volovelismo torinese si deve anche, negli anni ’70-’80, il significativo impulso dato allo sviluppo di una capacità organizzativa di competizioni di alto livello che, grazie soprattutto alla “scuola Morelli”, fece diventare Rieti importante sede di Campionati Italiani, Europei (1982) e Mondiali (1985).

Il dopoguerra

Bombe sull'AeritaliaBombe sull'AeritaliaVeduta aerea dei danni subito dallo stabilimento Aeritalia alla fine della Seconda Guerra Mondiale

Bombardamento FIAT - Avio 1942Nell’aprile del 1944 l’aeroporto dell’Aeritalia fu oggetto di spaventose incursioni aeree e fu colpito da oltre 250 bombe durante i ripetuti bombardamenti a tappeto mirati a colpire sia l’aeroporto che la contigua fabbrica di aerei della FIAT - Aeritalia.
Al termine della guerra l’aeroporto (che era nel frattempo diventato il principale aeroporto cittadino)L'articolo dedicato dal mensile 'Cose nostre' nel 2007 ai 60 anni del primo volo Alitalia del 1947 fu completamente ripristinato ed il 5 maggio 1947 la pista “30” dell’Aeritalia (di mt. 1.000x60 in conglomerato bituminoso) vide la ripresa dei voli commerciali di linea con il primo volo italiano del dopoguerra sulla tratta Torino Roma.
Questa pista vide altresì decollare i prototipi dei primi aerei da trasporto di produzione nazionale messi in linea dalle “Avio Linee Italiane” nel primo dopoguerra, e rappresentò anche il principale scalo torinese fino al 1953 quando l’aviazione commerciale incominciò ad operare dall’aeroporto di Caselle.

È su questa pista che i tifosi del “Grande Torino” attesero invano, il 4 Maggio 1949, la squadra nel giorno della tragedia di Superga.

Il Grande Torino perito nella tragedia di Superga

Alle ore 17,05 il FIAT G212 pilotato dal comandante Pierluigi Meroni, con a bordo l’intera squadra, i dirigenti e gli accompagnatori, si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della basilica di Superga.

Fu merito dell’Ing. Enrico Rolandi se, alla fine del secondo conflitto, i pochi resti della flotta dell’Aero Club furono raccolti e rimessi in efficienza sul’aeroporto dell’Aeritalia.
Infatti nel 1948, quando il glorioso aeroporto di Mirafiori Sud venne definitivamente chiuso perché distrutto dalla guerra prima e divorato dalla speculazione edilizia poi, la FIAT mise a disposizione dell’Aero Club Torino l’aeroporto dell’Aeritalia ove la flotta venne accolta negli hangar dello “Stabilimento Velivoli FIAT” di corso Marche.
L’operazione avvenne durante la presidenza del Comm. Dr. Francesco Balbis (cofondatore con il cognato senatore Guglielmone della banca torinese “Balbis & Guglielmone”).