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Anni 70 e 80

Il dopo Agnelli

Nel 1967 nel Consiglio direttivo dell'Aero Club, su istigazione di alcuni sconsiderati consiglieri, incominciò a soffiare un vento di fronda contro la presidenza Agnelli, per cui "l'Avvocato" infastidito fece un passo indietro e delegò la gestione all'ing. Vittore Catella in qualità di facente funzione, che portò a termine il mandato fino alla naturale scadenza del 1970. 

Vittore Catella
(Trivero, 15 giugno 1910 – Torino 16 giugno 2000

Vittore CatellaLaureato in ingegneria fu un valente pilota collaudatore, politico e dirigente sportivo italiano.Partecipò alla Seconda guerra mondiale come ufficiale pilota e fu considerato un eroe dell'aria per via della sua audacia e della sua spregiudicatezza. Fu più volte decorato, ricevendo due medaglie d'argento, tre medaglie di bronzo e cinque croci al merito.
La sua passione per il volo continuò nel dopoguerra come pilota collaudatore della FIAT.
Egli collaudò numerosi velivoli tra cui, nel giugno del 1947, il G.46-1, nel febbraio del 1948, il G.46-2B, fino al 9 dicembre 1951 quando sul campo di Amendola fece il volo di collaudo del FIAT G.80, primo aereo a reazione italiano, tutti progettati da Gabrielli e costruiti nelle officine dell’Aeritalia.
Si diede anche alla politica, divenendo dapprima assessore alla viabilità di Torino e poi deputato al Parlamento italiano nelle file del Partito Liberale.
Uomo di sport e appassionato di molte attività egli fu:
-    Presidente della Juventus F.C. dal 1962 al 1971
-  Vice Presidente dell’Aero Club Torino, facente funzione di presidente, durante l’ultimo    quadriennio della presidenza di Giovanni Agnelli negli anni 1966 – 1970;
-    Presidente dell’Aero Club d’Italia dal 1970 al 1974;
-  Presidente dell'Unione Internazionale di Motonautica dal novembre 1974 al marzo 1977;
Presidente onorario del CONI regionale del Piemonte nel 1994;

 1972. Conclusione del IV corso ministeriale per il rilascio dei brevetti professionali. Da sinistra ill Presidente dell'Aero Club di Roma Raffaele Teti, l'On. Oscar Luigi Scalfaro, l'assessore Silvio Geuna, il Presidente dell'Aero Club di Torino Piero casana, il Presidente dell'Aero Club d'italia, Vittore CatellaL'eredità della presidenza Agnelli fu quindi raccolta dal Barone Piero Casana che aveva rivestito fino ad allora la carica di vice presidente.

Sotto la presidenza Casana il Ministero dei trasporti, nel 1971-72, assegnò all’Aero Club Torino, unitamente all’Aero Club di Roma, l’organizzazione del 4° corso Ministeriale per il rilascio di Brevetti professionali. La cerimonia di consegna degli oltre 27 brevetti ebbe luogo nel 1972, presso la nuova sede dell’AeC Torino, in forma solenne alla presenza del Ministro dei Trasporti Oscar Luigi Scalfaro, del presidente dell’AeCI Vittore Catella, del Dir. Gen. Dell’ENAC gen. Moci, dell’assessore comunale Geuna in rappresentanza del Sindaco Porcellana, e dei presidenti degli Aero Club di Torino e Roma rispettivamente Casana e Teti.

Edoardo Agnelli JrDopo Casana, nel 1974, fu eletto alla Presidenza l’avv. Sergio Viano e poi ancora, nel 1978, il Comandante Pietro Marchisio (uno dei promotori e fondatori della compagnia aerea EUROFLY), che perì tragicamente nel 1988 in un incidente pilotando un elicottero AB206.

Nel 1986 a Marchisio era subentrato il dr. Edoardo Agnelli la cui candidatura era stata sponsorizzata presso il padre, avv. Giovanni, dal Barone Piero Casana e dall’ing. Vittore Catella.
Vice Presidente operativo, facente funzione di presidente, fu il prof. Gaetano Di Modica.

Ma ormai i tempi erano cambiati.

Erano ormai lontani e dimenticati gli anni senza problemi della presidenza di Giovanni Agnelli. Il ventennio dal ’74 al ’94 è stato per l’Aero Club un periodo di costante declino dovuto a diversi motivi tra cui: la crisi economica generale che, a causa del lievitare dei costi, allontanò sempre più i giovani dal volo, e lo scarso interesse degli Enti pubblici e della proprietà (società del gruppo FIAT) la quale nel 1985 procedette al frazionamento dell’area aeroportuale riducendola dagli originari 1.300.000 mq circa agli attuali 600.000 mq. circa.

Fu a partire da quella data che cessò definitivamente di essere utilizzata la pista 30 e fu attivata la pista erbosa 10R/28L per il decollo dei traini alianti, nonché la zona di atterraggio alianti 10/28.

Il frazionamento dell'area aeroportuale ed il taglio della gloriosa pista 30 avvenuti nel 1985La nevicata del gennaio 1986 che ha provocato il crollo di due hangar e la distruzione di una decina di alianti

 

Alle difficoltà economiche si aggiunsero anche quelle naturali. Nella disastrosa nevicata del 14, 15 e 16 gennaio del 1986, crollò uno dei 2 hangar demaniali situati nella zona nord del campo (volo a motore) ed un altro rimase seriamente danneggiato.

La sommatoria di queste situazioni negative rischiò di compromettere seriamente la sopravvivenza di questa insostituibile realtà, la cui potenzialità di aeroporto per la gestione di servizi pubblici non fu assolutamente capita a causa di una visione ottusa e probabilmente mirata a favorire gli appetiti speculativi che quest’area solleticava.

Per comprendere la gravità della situazione basta pensare che, nel 1994, in occasione della scadenza del mandato, il Presidente uscente Savino Balzano propose all’assemblea lo scioglimento e la messa in liquidazione del Club, non vedendo alternative alla crisi in atto.

Fortunatamente, a partire da quella data, vi fu un’inversione di tendenza.