Il CIAMM– I piloti missionari

Il 19 marzo 1959 venne inaugurato (con una messa al campo officiata dal vescovo missionario mons. Arduino coadiuvato da don Paolo GARIGLIO) il corso di pilotaggio della CIAMM (Centro Internazionale Aviazione e Motorizzazione Missionaria) cui parteciparono molti religiosi, tra questi alcune suore della congregazione di San Luigi Gonzaga di Alba, e altri missionari italiani dal Pakistan, dalle isole Mentawai, dall’Indonesia, dall’America latina e dall’Estremo Oriente.

14 cardinale premia
15 cardinale verso aerei

16 la triade

L’iniziativa, nata nel 1957 da un’idea di don Gariglio supportata dall’arch. Carlo Mollino, fu finanziata dalla Diocesi di Torino, dalla FIAT e dall’Aero Club d’Italia, e venne portata avanti dall’Aero Club Torino sotto la direzione tecnica dell’allora direttore della scuola col. Alfonso Isaia coadiuvato dagli istruttori Ferruccio VIGNOLI e Alberto ALESI. Presidente del CIAMM venne nominato il dott. Domenico TAPPERO.

17 verso gli aerei
L’iniziativa ebbe un grande risalto su radio e giornali per cui nel settembre del 1960, alla conclusione dei corsi, la cerimonia per la consegna dei 21 brevetti di volo promossa dal presidente Giovanni AGNELLI avvenne alla presenza di tutte le autorità cittadine tra cui il cardinale di Torino Maurilio Fossati, il sindaco Amedeo Peyron, il prefetto Rodolfo Saporiti, il sottosegretario Giuseppe Bovetti, i generali Brach Papa e Remondino, l’ing. Catella, ecc.
Nel 1962 il CIAMM fu trasferito a Roma.

18 1956 Aviazione missionaria
Don Paolo Gariglio in un suo breve saggio che riepiloga la storia del ciamm così conclude con trasparente amarezza:

Poi l’opera fu sofFIAT a da Roma, consenziente il Vaticano (o meglio l’opera di Propaganda Fide), ignari, quei signori di Roma, che laggiù le opere che non rendono quattrini finiscono nel nulla… Infatti il CIAMM, radicatosi all’inizio all’Aereoporto dell’URBE si spense nel niente. Mi sono ignote le sorti di 5 Stinson L5 che, tramite l’USIS di Torino (Ufficio Americano per le pubbliche relazioni) erano stati destinati al CIAMM anche se poco adatti per il primo periodo. Volati a Roma…? Suppongo”.

19 torre di controllo

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Fiorivano nel contempo le prime iniziative di lavoro aereo: aerotaxi, aerofotografia, volo pubblicitario e volo executive.
La RIV, di cui era presidente Giovanni AGNELLI, aveva posizionato il suo primo aereo executive all’Aeritalia nel 1949. Si trattava di un De Havilland “Dove” di costruzione inglese, poi sostituito nel 1957 da un “Heron” ed infine, nel 1961, da un Grumman “Gulfstream”.
Altri aerei si aggiunsero ben presto movimentando l’Aeritalia, come l’Aero Commander di Pinin Farina ed il Beech “Queen Air” del San Paolo. Anche queste macchine erano ospitate assieme agli aerei della SIGE (una emanazione della FIAT che per prima lanciò l’impiego commerciale dell’elicottero in Italia) negli hangar della testata della pista “30”.
Nel 1961, in concomitanza con il Centenario dell’Unità d’Italia, l’aeroporto venne finalmente aperto al traffico turistico internazionale.
Con la crescita di Caselle e la sua qualificazione ad aeroporto strumentale, tutti gli executive di base all’Aeritalia vi si trasferirono nel 1969.

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Non si può concludere la rassegna degli anni ’60 senza ricordare due personaggi che hanno lasciato il segno nella storia dell’Aero Club Torino: Carlo Mollino e Ferruccio Vignoli.

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