Il dopo AGNELLI

Nel 1967 nel Consiglio direttivo dell’Aero Club, su istigazione di alcuni sconsiderati consiglieri, incominciò a soffiare un vento di fronda contro la presidenza AGNELLI, per cui l’“Avvocato” infastidito fece un passo indietro e delegò la gestione all’ingegnere Vittore CATELLA in qualità di facente funzione, che portò a termine il mandato fino alla naturale scadenza del 1970. L’eredità della presidenza AGNELLI fu quindi raccolta dal barone Piero CASANA che aveva rivestito nell’ultimo quadriennio la carica di vicepresidente.

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Sotto la presidenza Casana il ministero dei Trasporti, nel 1971-72, assegnò all’Aero Club Torino, unitamente all’Aero Club di Roma, l’organizzazione del 4° corso ministeriale per il rilascio di brevetti professionali. La cerimonia di consegna degli oltre 27 brevetti ebbe luogo nel 1972, presso la nuova sede dell’AeC Torino, in forma solenne alla presenza del ministro dei Trasporti Oscar Luigi SCALFARO, del presidente dell’aeci Vittore CATELLA, del direttore generale dell’ENAC generale MOCI, dell’assessore comunale Geuna in rappresentanza del sindaco PORCELLANA, e dei presidenti degli Aero Club di Torino e Roma rispettivamente CASANA e TETI.
Dopo Casana, nel 1974, fu eletto alla presidenza l’avv. Sergio VIANO e poi ancora, nel 1978, il comandante Pietro MARCHISIO (uno dei promotori e fondatori della compagnia aerea EUROFLY), che perì tragicamente nel 1988 in un incidente pilotando un elicottero AB.206.
Nel 1978 non possiamo non ricordare la strepitosa vittoria del Campionato Italiano di Volo a motore conseguito della torinese Gigliola PACI SCORTA (nipote del famoso Alessandro Umberto Cagno) che a bordo del suo f.8l “Falco” fu la prima aviatrice in Italia a vincere il titolo nazionale.

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Nel 1986 a MARCHISIO era subentrato il dottore Edoardo AGNELLI la cui candidatura era stata sponsorizzata presso il padre, Giovanni, dal barone Piero CASANA e dall’ing. Vittore CATELLA.
Vicepresidente operativo e facente funzione di presidente fu il prof. Gaetano DI MODICA.

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Ma ormai i tempi erano cambiati.

Erano ormai lontani e dimenticati gli anni senza problemi della presidenza di Giovanni AGNELLI. Il ventennio dal ’74 al ’94 è stato per l’Aero Club un periodo di costante declino dovuto a diversi motivi tra cui: la crisi economica generale che, a causa del lievitare dei costi, allontanò sempre più i giovani dal volo, e lo scarso interesse degli Enti pubblici e della proprietà (società del gruppo FIAT ) la quale nel 1985 procedette al frazionamento dell’area aeroportuale riducendola dagli originari 1.300.000 mq circa agli attuali 600.000 mq. circa.

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Fu a partire da quella data che cessò definitivamente di essere utilizzata la pista “30” e fu attivata la pista erbosa 10R/28L per il decollo dei traini alianti, nonché la zona di atterraggio alianti 10/28.
Alle difficoltà economiche si aggiunsero quelle naturali. Nella disastrosa nevicata del 14, 15 e 16 gennaio del 1986, crollò uno dei tre hangar demaniali situati nella zona nord del campo (volo a motore) e un altro rimase seriamente danneggiato.
La sommatoria di queste situazioni negative rischiò di compromettere seriamente la sopravvivenza di questa insostituibile realtà, la cui potenzialità di aeroporto per la gestione di servizi pubblici non fu assolutamente capita a causa di una visione ottusa e probabilmente mirata a favorire gli appetiti speculativi che quest’area solleticava.
Per comprendere la gravità della situazione basta pensare che, nel 1994, in occasione della scadenza del mandato, il presidente uscente Savino Balzano propose all’assemblea lo scioglimento e la messa in liquidazione del Club, non vedendo alternative alla crisi in atto.
Fortunatamente, a partire da quella data, vi fu un’inversione di tendenza.

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