I protagonisti: Aristide Faccioli

Aristide FACCIOLI (Bologna, 23-12-1848), si trasferì a Torino per frequentarne il Politecnico dove si laureò in Ingegneria meccanica.

23 Aristide Faccioli da Fiat

Fin dall’inizio si dedicò allo studio del motore a scoppio. Nel 1883 brevettò un motore a gas, nel 1891 ottenne il brevetto per l’applicazione di motori ad idrocarburo su vetture e nel 1895 quello sui perfezionamenti di motori a quattro tempi.

Nel 1898 Giovanni Battista Ceirano gli affidò la carica di direttore tecnico della sua neonata azienda automobilistica dove Faccioli nel 1899 realizzò la sua prima automobile, denominata “Welleyes”, con motore orizzontale a due pistoni di 663 cc., che riscosse immediato interesse.

Nel luglio del 1899 fu fondata la FIAT che assorbì la Ceirano & C., con i suoi brevetti e i suoi dipendenti. Faccioli ne divenne il primo direttore tecnico contribuendo allo sviluppo iniziale dell’Azienda. Secondo il racconto di Alfonso Ferrero di Ventimiglia, uno dei soci fondatori, fu proprio il Faccioli a proporre il nome FIA (Fabbrica Italiana Automobili) che venne accettato all’unanimità dei soci. I maligni osservarono che era anche l’acronimo di Faccioli Ingegner Aristide. Solo in un secondo momento venne aggiunta la “T” di Torino.

24 motore Faccioli

Per la FIAT progettò la FIAT 3½ HP, praticamente identica alla precedente Welleyes, fatta eccezione per il motore bicilindrico posto trasversalmente rispetto al telaio, in posizione orizzontale e posteriore. Tra il 1900 e il 1901 realizzò anche altri modelli tra cui la “tipo 6 corsa”, la “tipo 8” e la “tipo 10HP”.

Nel 1901 Faccioli rassegnò le proprie dimissioni dalla FIAT per iniziare in proprio l’attività di progettazione e costruzione di motori, ma ebbe scarso successo per cui nel 1908, liquidata l’attività, Faccioli passò alle dipendenze della SPA per occuparsi esclusivamente di progettazione aeronautica.

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Dai suoi progetti, che tengono anche conto del testo da lui scritto nel 1895 “Teoria del volo e della navigazione aerea”, nascono nel 1909 il triplano Faccioli 1 e poi il biplano nelle versioni Faccioli 2, 3 e 4.

Anche questa volta l’operato di Faccioli non ebbe particolare successo per cui abbandonata la meccanica si dedicò a studi filosofico-religiosi.

Morì suicida a Torino il 28 gennaio 1920. In sua memoria la città di Torino pose una lapide sulla facciata del fabbricato dove aveva sede la SPA, in corso Ferrucci 122.



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