1° aprile 1926 – Il primo volo di linea Italiano Torino-Pavia-Venezia-Trieste

Molti sono i ricordi e i primati che l’aviazione torinese ha consegnato alla storia oltre alle già citate imprese di Faccioli, Brach Papa, Laureati, De Bernardi, e altri.
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1° aprile 1926 – Il primo volo di linea Italiano Torino-Pavia-Venezia-Trieste

La data del 1° aprile 1926 è certamente storica non solo per la città di Torino, ma per l’Italia intera: incomincia infatti, per iniziativa della triestina SISA (Società Italiana Servizi Aerei) dei fratelli Andrea e Callisto COSULICH, l’attività aerea commerciale italiana con il primo collegamento regolare fra Torino-Pavia-Venezia-Trieste servito dall’idrovolante CANT 10 Ter del Cantiere Navale Triestino.

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L’idrovolante CANT 10, propulso da un motore FIAT a12 bis a 6 cilindri da 300 hp, poteva portare quattro passeggeri oltre ai due membri dell’equipaggio (un pilota e un motorista, a volte sostituito da un secondo pilota) e 50 chili di posta.
Il 28 marzo 1926 venne effettuato un volo di prova trasportando posta, giornali e, come primi passeggeri, alcuni giornalisti.

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Come detto, l’inaugurazione ufficiale avvenne il 1° aprile, effettuata da due coppie di idrovolanti che partirono da Portorose e Torino, compiendo da una parte le soste previste a Trieste, Venezia (idroscalo di Sant’Andrea, oggi dei Lagunari), Pavia e l’altra le soste in senso inverso.
A Torino gli aerei decollavano dal fiume Po, nel tratto compreso fra il ponte Isabella e il ponte Umberto.
La partenza degli idrovolanti che avrebbe dovuto avvenire da Trieste, fu quel giorno spostata nella vicina baia di Portorose a causa del forte vento di bora che investì la città.

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Narra la cronaca che a Trieste un’imponente folla si assiepò sulle Rive dell’idroscalo galleggiante posizionato alla base del Molo Audace nel bacino di San Giorgio, ma con raffiche intorno ai 60-70 chilometri orari non c’era verso di far decollare i due idrovolanti diretti a Torino.
Nel salone principale dell’Hotel Savoia, dov’era alloggiata la gran parte delle autorità giunte apposta da ogni parte d’Italia, si tenne di buon’ora una riunione per decidere il da farsi. L’ipotesi di un rinvio non venne neppure presa in considerazione, c’era di mezzo il buon nome dei Cosulich e di Trieste. Si decise allora di far decollare gli apparecchi dalla tranquilla Portorose, protetta dal vento grazie ai colli circostanti.

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I Cosulich si erano preparati e, davanti all’Hotel Savoia, fu fatta arrivare una colonna di automobili che in meno di un’ora traghettò invitati e autorità all’hangar della scuola di volo della sisa, nei pressi del vecchio squero di Pirano, mentre i triestini, che speravano di assistere alla partenza, rimasero a bocca asciutta a guardare il mare increspato dal vento.
Alle 12,02 i due CANT10 TER, uno pilotato da Luigi Maria Ragazzi, l’altro da Antonio Majorana, si alzarono in volo dallo specchio d’acqua di Portorose inaugurando l’era dei voli di linea in Italia.
Sui velivoli partiti da Portorose c’erano Oscar Cosulich, l’assessore Riccardo Sulligoi Silvani, il generale Alberto Bonzani con il suo aiutante capitano Alberto Briganti, Manlio Molfese (capo dell’ufficio Aviazione Civile, oggi enac) e il giornalista del “Il Corriere” Luciano Cavara, mentre su quelli in partenza da Torino salirono i giornalisti Quadrone (“La Stampa”), Carrara (“La Gazzetta del Popolo”), il commissario aggiunto al comune di Torino Attilio Levi e gli ufficiali dell’Aeronautica colonnello Tacchini, maggiore Lordi e capitano Cassinelli. Al decollo presenziarono il senatore Giovanni Agnelli e il commissario straordinario del comune torinese con un messaggio personale di saluto all’allora sindaco di Trieste, senatore Pitasso.

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La tratta di entrambi i voli era di tre ore e mezzo e il prezzo di ciascun volo era decisamente costoso per l’epoca: 350-375 lire, parametrato al costo del viaggio in treno in prima classe maggiorato del supplemento “vagone-letto”.
Dai cantieri di Monfalcone due idrovolanti erano stati inviati a Torino il 31 marzo: I-OLTC (pilota Mario Ceroni e motorista Inghignolo) e I-OLTF (pilota Bruno Pascaletto e motorista Casnaghi) e due a Portorose I-OLTB (pilota Luigi Maria Ragazzi e motorista Giannetti) e I-OLTD (pilota Antonio Majorana e motorista Ferrari).

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A Pavia gli idrovolanti si incontrarono sul Ticino, per la cerimonia protocollare ufficiale alla presenza del Capo del Governo Benito Mussolini.
Alle 11,45 ammarava a Pavia il primo idrovolante partito da Torino, seguìto dopo pochi minuti dal secondo, mentre i due idrovolanti decollati da Trieste, dopo una sosta a Venezia, ammaravano nel primo pomeriggio, intorno alle 15.

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Dei quattro velivoli, solo quello pilotato da Ragazzi avrebbe effettuato nella giornata l’intero percorso, mentre Majorana, Ceroni e Pascaletto attardati da modesti inconvenienti tecnici, avrebbero terminato il collegamento il giorno successivo, ma il risultato poteva considerarsi raggiunto, la fattibilità dei collegamenti aerei era stata dimostrata e, per giunta, impiegando degli idrovolanti.
Dopo questo volo inaugurale, iniziò il collegamento regolare (tre giorni alla settimana) con partenze sincronizzate – da Torino e da Trieste – alle 11,00 con arrivo alle 16,10. Ogni volo prevedeva uno scalo a Pavia e uno a Venezia, con una fermata di circa mezz’ora prima della partenza per la tappa successiva.

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Fa soprattutto specie la percentuale di servizi svolti nei sei anni di attività, pari al 99,42%, a testimonianza di quel che può fare l’idrovolante quando viene fatto volare sempre sull’acqua, anche privo di strumentazione per il “volo cieco” e di sistemi antighiaccio.
La linea fu un successo se si pensa che solo nel primo anno garantì 575 collegamenti, per un totale di 1589 ore di volo e 1588 passeggeri trasportati (il volo, con le tappe a Pavia e Venezia, durava circa 5 ore).

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Il bilancio finale fu di 12.093 viaggi effettuati, 28.330 ore di volo e 59.021 passeggeri trasportati.
La storia della linea è molto interessante e così corposa da essere narrata in vari libri (vd. Carlo d’Agostino e Mario Tomarchio, “La prima compagnia aerea italiana”, Aviani e Aviani Editori).

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L’evento precedette di pochi giorni l’inizio dei collegamenti tra Genova, Roma e Napoli effettuato il 7 aprile dalla società sana e quello curato da “Aero Espresso” che il 1° agosto collegò per la prima volta Brindisi con Costantinopoli.

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